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Questa razza ha rischiato di andar persa negli anni passati: nel 1985 si contavano solamente 80 capi di razza pura. Questo era dovuto al fatto che spesso la sambucana veniva incrociata con arieti di altre razze per ottenere un agnello più consistente ma questi incroci portavano ad ottenere una minore resa in carne e minore adattabilità all’ambiente.
Grazie alla nascita nel 1988 del consorzio “L’Escaroun”, della cooperativa agricola «Lou Barmaset» (“piccolo gregge” in lingua d’oc) nel 1991 e del centro di selezione degli arieti di Pietraporzio vi è stata una lenta ma significativa ripresa e conservazione della razza.
Il lavoro di quasi 30 anni ha infine prodotto i suoi frutti: oggi la razza sambucana è riconosciuta tra i prodotti Slow-Food e come PAT (Prodotto Agricolo Tradizionale) del Piemonte. Attualmente in valle si contano circa 3500 capi che in estate salgono ai pascoli e nei mesi invernali sono ricoverati in stalla. La Sambucana è un’ottima produttrice di lana e latte (da cui deriva “la toumo”) ma è rinomata soprattutto per la sua carne: pregiata, dal sapore delicato, povera di filamenti grassi. È entrata a far parte del menu di molti ristoranti di alto livello.
Ogni anno l’appuntamento per poter ammirare questi preziosi animali è la tradizionale festa dei Santi a Vinadio, dove circa 30 allevatori portati più di 300 capi, e ai proprietari degli ovini migliori vengono consegnati premi e riconoscimenti.




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